"Sant'Ercolano" perché?
Una Chiesa che non fa memoria del suo passato, che non sa far tesoro del suo cammino, sciupa l'opportunità che le viene offerta di diventare segno di salvezza per sé e per coloro ai quali essa è inviata. Il "fare memoria" è un valore e un dovere morale per la Chiesa e non solo per essa; non è evasione dalla realtà o nostalgico rimpianto del passato. La devozione degli abitanti della Riviera occidentale del Lago di Garda a Sant'Ercolano è molto antica: è cominciata dopo la morte di S.Ercolano, avvenuta a Campione del Garda il 576. Evocando alcune date significative riguardanti il culto del Santo, il 26 luglio 1466 la Magnifica Patria, convocato a Salò l'apposito Consiglio Generale, a pieni voti elesse S.Ercolano Patrono principale della Riviera salodiana del Garda. Nel 1647 i vescovi di Brescia e Verona stabilirono di celebrare come festa di precetto il giorno 12 agosto, dedicato al Santo: tale decreto riguardava 36 comuni della Magnifica Patria. Tale obbligo cessò colla caduta della Repubblica Veneta nel 1797 e con la invasione dei Francesi, ma non nel cuore della gente che ancora venera il Vescovo Ercolano Santo e Patrono della Riviera del Garda.
Perdere la memoria è perdere la propria identità
è smarrire la coscienza e la conoscenza di sé,
è tagliare i ponti con la propria storia.
Chi non ha memoria
non sa guardare al passato e ai suoi valori,
né riesce a progettare il futuro;
resta irrimediabilmente ripiegato su se stesso.
Così un popolo che perde la memoria
rischia di smarrire la sua cultura,
le sue tradizioni,
il suo sapere,
la sua saggezza.